3. Un planetario di rilievo planetario

Unicità

MUSE H2O è un planetario dalla tipica forma sferica, dotato di tecnologia digitale che permette, oltre alle tipiche funzioni di illustrazione del firmamento, la proiezione di video su tutta la emisfera e in qualità cinematografica, di una ricchissima quantità di video disponibili sul mercato e appositamente realizzati per queste strutture.

Inoltre, con opportune ottiche, sulla cupola possono essere proiettati video in formato cinematografico. Infine, la produzione video nel formato sferico non presenta particolari difficoltà, ciò permette di prevedere la realizzazione di prodotti appositamente predisposti per le esigenze della committenza. Il planetario è pertanto uno spazio di proiezione molto versatile potendo ricomprendere sia i prodotti appositamente predisposti per la proiezione sferica a tema astronomico, scientifico, fiction, sia l’ampia produzione di documentari scientifici. Muse H20 sarà inserito nella programmazione educativa del MUSE ed opererà anche per il pubblico generico con un calendario che comprenderà anche proiezioni serali.

Ma la particolarità del MUSE H2O consiste nella connessione tra la grande cupola del planetario con due ulteriori sfere, di più piccole dimensioni, da destinare alla funzione educative, piccole mostre, incontri, etc.

Queste tre unità sono disposte per rappresentare la più conosciuta delle molecole, quella dell’acqua, con il grande atomo dell’ossigeno che si lega ai due più piccoli atomi di idrogeno secondo un angolo caratteristico (104.5°).

Se la cupola Ossigeno sarà prevalentemente dedicata alla proiezione, le due sfere più piccole, gli Idrogeni, in prima applicazione saranno uno spazio destinato a rappresentare e incontrare la ricerca sviluppata dalle istituzioni scientifiche che operano nella Provincia Autonoma di Trento.

Le strutture stratificate delle sfere

Le sfere sono concepite come delle cupole geodetiche tagliate al tropico del Capricorno, con un diametro di 15,60 m per l’atomo di Ossigeno e di 11,40 m per gli atomi di Idrogeno con un’altezza al polo rispettivamente di 11,82 m e 8,92 m.

Le cupole poggiano su piattaforme circolari modulari autoportanti che contengono la maggior parte degli impianti meccanici ed elettrici. Le piattaforme poggiano a loro volta su fondazioni in acciaio che garantiscono anche la connessione fisica tra le tre sfere essendo tra queste condivise. Da ogni piattaforma si ergono le cupole, ottenute dalla giustapposizione di conci triangolari autoportanti. La sfera maggiore sarà composta da 240 triangoli contro i 135 di ciascuna sfera minore. Ogni elemento triangolare connesso all’estradosso con una copertura sferica gonfiabile in tessuto plastico. Il concio triangolare rappresenta dunque la vera anima della cupola, decostruendone la geometria, la struttura e le caratteristiche acustiche e termiche. La loro giustapposizione tramite raccordi o carter tecnici sagomati permette inoltre di eliminare il problema dei nodi strutturali. I tubi dell’aria passano a scomparsa tra i giunti dei vari elementi strutturali e offrono all’utente il comfort ideale.

La struttura geodetica formata dai conci triangolari è concepita come una struttura leggera e sarà realizzata utilizzando elementi sagomati in acciaio che permettono di ottenere sia leggerezza che performance acustiche e termiche grazie al riempimento in lana di roccia. Questo involucro rappresenta la parte più interna della sfera e rimarrà in vista per il frequentatore.

Lo strato esterno sarà costituito da una sovrastruttura in tessuto plastico tenuto in pressione a formare una sfera.
Le strutture in elevazione sono quindi caratterizzate da due involucri che, grazie alla loro concezione innovativa, permettono di ottenere una forma perfettamente sferica in maniera efficiente ed economica.

La cupola del planetario, all’interno della struttura in metallo, sarà dotata di una semisfera di proiezione costituita da un apposito materiale riflettente di colore bianco.

L’organizzazione spaziale interna

Le funzioni principali sono distribuite su un unico livello, a cui si aggiunge un secondo livello, sotto forma di soppalco, che ospita dei vani tecnici e la sala regia di supporto alle proiezioni teatrali.

Livello 0 – piano terra, quota +190.90 = 0.00 m
Il piano terra si trova ad una quota di 51 cm più elevata rispetto al suolo esterno, questa scelta garantisce sia l’accessibilità degli spazi esterni e delle aule didattiche sia la visitabilità del teatro alle persone diversamente abili.
La sfera principale, l’atomo di Ossigeno, ospita un locale di pubblico spettacolo adibito a planetario con capacità di affollamento di 71 posti a sedere + 2 posti liberi riservati ai disabili su ruote, distributi a platea con un settore e 6 le gradinate. L’accesso all’interno avviene attraverso due porte situate simmetricamente rispetto all’asse principale, che garantiscono anche il deflusso delle persone in caso di emergenza, fungendo da uscite di sicurezza. L’ingresso avviene su un Foyer / guardaroba. Attraverso il Foyer, tramite due rampe con pendenza dell’8%, si accede direttamente allo spazio adibito alle proiezioni teatrali. La scena si trova in posizione rialzata rispetto all’ingresso, ad una quota di +191.30 = +0.40 m.

Allo stesso livello della scena, si trova un vano tecnico di 10.20 mq, accessibile da entrambi i lati. Esternamente, al livello +190.90 = 0.00 m, ospitati nelle due sfere minori, gli atomi di Idrogeno, si trovano gli spazi didattici multifunzionali caratterizzati ciascuno da una capacità di affollamento massimo di 25 persone/aula e una superficie di 66.75 mq. L’accesso alle aule avviene grazie ad una porta singola che funge anche da uscita di sicurezza. La superficie illuminante e un’areazione naturale sono garantite dalla presenza in ciascuna aula di un oculus, ovvero una finestra zenitale.

1° livello – soppalco, quota +194.00 = +3.10
Il livello del soppalco è presente solo nella sfera principale adibita a planetario. È raggiungibile tramite le gradinate della tribuna ed ospita lo spazio della sala regia e vani tecnici.

La sala regia presenta una superficie di 12.30 mq ed è concepita come uno spazio semi-aperto, separato dal resto della sala tramite una balaustra. In questo livello sono presenti inoltre due locali tecnici di 6.0 mq ciascuno accessibili dalla sala regia.

Ogni livello prevede dei percorsi di uscita di emergenza per l’evacuazione delle persone. La presenza di adeguate vie di uscita in ciascuna struttura garantisce il regolare sfollamento in caso di pericolo.

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