4. Un investimento pronto per la Trento che verrà

La struttura temporanea

L’idea è quella di creare una molecola d’acqua come una struttura temporanea che possa essere montata, smontata e rimontata in contesti urbani o naturali differenti. Questa temporaneità̀ dell’architettura riflettela contemporaneità̀ in continuo e rapido mutamento, in grado di riadattarsie reinventarsi velocemente in base a nuove funzioni e nuovi contesti.

Questa esigenza particolare impone una strategia progettuale e costruttiva adeguata in termini di flessibilità d’uso, di facilità di montaggio e smontaggio e di chiarezza costruttiva.
La temporaneità e la specificità stessa della funzione impone una forma astratta e minimale che si realizza nell’archetipo della forma sferica.

Lo stesso trattamento delle superfici esterne renderà i volumi evanescenti, definiti dalla luce stessa e in continuo mutamento. La molecola diventerà quindi una sorta di meridiana che concretizza lo scorrere del giorno e delle stagioni.

Si prevede che la struttura resterà installata nel Parco delle Albere per 15 anni, consolidandone l’immagine anche come Parco Tecnologico all’Aperto, dove Scienza e Natura dialogano.

Partendo dalla comune idea di una futura riqualificazione complessiva del Parco, la scelta della temporaneità soddisfa correttamente le esigenze anche alla luce delle future scelte urbanistiche che avverranno per le aree limitrofe.

L’ubicazione e
il rispetto degli sguardi

La molecola d’acqua, come un “Objet Trouvé”, si inserisce nel quadrante nord-est del prato del Palazzo delle Albere. Trovandosi alla stessa quota interna del MUSE, si pone in una sorta di dialogo – non dialogo con il MUSE stesso e il Palazzo delle Albere e crea allo stesso tempo un nuovo fronte architettonico che delimita e riqualifica il bordo nord del parco verso la ferrovia, la fiera e lo stadio.

In termini di rapporto con le vedute locali, dall’uscita del sottopasso, dal corpo centrale del MUSE e dal Palazzo delle Albere, le tre sfere contribuiranno quindi a moderare l’impatto visivo delle non interessanti facciate della tribuna sud della stadio e dello spazio fieristico senza compromettere la visione d’insieme. Le dimensioni delle strutture sono proporzionate rispetto al contesto, su tutte le visuali significative. Le forme in vista verso il prato sono astratte, minimali e pulite mentre tutte le parti tecnologiche e funzionali sono rivolte verso nord.

Le tre sfere rappresenteranno di giorno dei volumi plasmati dalla luce del sole, mentre di notte potranno diventare degli schermi per caratteristiche proiezioni tematiche che potranno essere godute sia da lontano che da vicino diventando lor ostesse degli elementi auto-illuminati come lanterne nella notte.

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